Freud

I pilastri del pensiero moderno

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È stato il Colombo della psiche. Non c’è psicologo che riesca a sfuggire alla sua influenza.
Eppure, insieme ai lampi di genio, nei suoi scritti si trovano le idee più bizzarre, come ad esempio il fatto che le madri cullano i loro bambini per placare il desiderio di avere rapporti sessuali con loro.
L’insegnamento più autorevole di Sigmund Freud è il suo riduzionismo sessuale. Da ateo, Freud riduce Dio a un sogno dell’uomo. Da materialista, riduce l’uomo al suo corpo, il corpo umano al desiderio animale, il desiderio al desiderio sessuale e il desiderio sessuale al sesso genitale. Sono tutte semplificazioni eccessive.
Freud era uno scienziato, per certi versi un grande scienziato. Ma si è arreso a un rischio professionale: il desiderio di ridurre il complesso al controllabile. Voleva trasformare la psicologia in una scienza, addirittura una scienza esatta. Ma ciò non può succedere, perché il suo oggetto, l’uomo, non è solo un oggetto, ma anche un soggetto, un “io”,
Alla base della “rivoluzione sessuale” del nostro secolo c’è un’esigenza di soddisfazione e una certa confusione tra bisogni e desideri. Tutti gli esseri umani normali hanno bisogni o desideri sessuali. Semplicemente non è vero, come ribadisce Freud, che si tratta di bisogni o diritti, che qualcuno non può immaginare la propria vita senza soddisfarli, o che sopprimerli fa psicologicamente male.
La confusione tra bisogni e desideri deriva dalla negazione dei valori oggettivi e da una legge morale naturale oggettiva. Nessuno ha provocato più caos di Freud in questo settore cruciale, soprattutto per quanto riguarda la moralità sessuale. Il moderno attacco al matrimonio e alla famiglia, per cui Freud ha posto le basi, ha fatto più danni di qualsiasi guerra o rivoluzione politica. Perché in quale altro luogo impariamo la lezione più importante della vita, cioè l’amore disinteressato, se non all’interno di un ambiente familiare stabile che lo predica mettendolo in pratica?
Eppure, nonostante tutti i suoi difetti, Freud continua a sovrastare le psicologie che lo hanno sostituito nella cultura popolare. Nonostante il suo materialismo, esplora alcuni dei misteri più profondi dell'anima. Aveva un vero senso di tragedia, sofferenza e infelicità. Di solito gli atei onesti sono infelici, mentre quelli disonesti felici. Freud era un ateo onesto.
E la sua onestà lo ha reso un bravo studioso. Credeva che il solo fatto di portare una qualche repressione o paura dall’oscurità nascosta dell’inconscio alla luce della ragione ci avrebbe liberato dal suo potere su di noi. Era la convinzione che la verità è più importante dell’illusione, la luce dell’oscurità. Purtroppo Freud ha classificato tutta la religione come l’illusione fondamentale dell’umanità, e lo scientismo materialistico come la sua unica luce.
Dovremmo distinguere nettamente tre diverse dimensioni in Freud. Prima di tutto, da inventore della tecnica pratica e terapeutica della psicoanalisi, è un genio e ogni psicologo è in debito con lui. Così come è possibile per un filosofo cristiano come Sant’Agostino o Tommaso d’Aquino fare uso delle categorie dei filosofi non cristiani come Platone e Aristotele, per uno psichiatra cristiano è possibile usare le tecniche di Freud senza aderire alle sue opinioni religiose.
In secondo luogo, Freud come psicologo teorico è come Colombo: traccia le mappe dei nuovi continenti ma commette anche alcuni gravi errori. Alcuni di questi sono giustificabili, come quelli di Colombo, dalla novità del territorio. Ma altri sono solo pregiudizi, come la riduzione di ogni colpa a sentimento patologico e l’incapacità di vedere che la fede in Dio potrebbe avere a che fare con l’amore.
Terzo, Freud come filosofo e pensatore religioso non è altro che un dilettante e poco più che un adolescente. Ma analizziamo questi punti uno alla volta.
L’opera più grande di Freud è senza dubbio “L’interpretazione dei sogni”. Analizzare i sogni come immagine del subconscio oggi sembra scontato. Ma per i contemporanei di Freud era una cosa totalmente nuova. Il suo errore non è stato quello di dare troppa enfasi alle forze subcoscienti che ci muovono, ma di darne troppo poca alla loro profondità e complessità, come un esploratore che arriva in un nuovo continente e pensa che si tratti solo di una grande isola.
Freud scoprì che i pazienti isterici, i cui disturbi sembravano non avere alcuna causa razionale, potevano essere aiutati da quella che lui chiamava “cura parlante”, utilizzando la “libera associazione” e prestando attenzione ai “lapsus freudiani” come indizi dal subconscio. Per farla breve, nonostante l’inadeguatezza della teoria, la cosa ha funzionato.
Sul piano della teoria psicologica, Freud ha diviso la psiche in Es, Io e Super-io. Questa divisione sembra essere simile a quella tradizionale e razionale in appetito, volontà e intelletto (e coscienza) iniziata con Platone. Ma le differenze sono cruciali.
Per prima cosa, il Super-io di Freud non corrisponde all’intelletto o alla coscienza, ma al riflesso non libero e passivo sulla psiche dell’individuo delle restrizioni che la società impone sui suoi desideri - “non devi”. Secondo Freud, quella che crediamo essere la nostra visione del bene e del male è solo uno specchio delle leggi create dall’uomo.
In secondo luogo, l’Io non è il libero arbitrio ma una mera parvenza. Freud negava l’esistenza del libero arbitrio, era un determinista e vedeva l’uomo come una complessa macchina animale.
Infine, secondo Freud l’Es è l’unico vero sé, ed è composto semplicemente da desideri animali. È impersonale, da qui il nome Es. Freud nega quindi l’esistenza di una personalità reale, dell’Io individuale. Proprio come ha rinnegato Dio, nega anche l’immagine di Dio, l’Io umano.
I due libri antireligiosi di Freud in cui sono espresse più chiaramente le sue idee sono L'uomo Mosè e la religione monoteistica e L’avvenire di un’illusione. Come Marx, ha liquidato tutta la religione come infantile, senza esaminarne seriamente le affermazioni e gli argomenti, ma ha fornito una spiegazione dettagliata della presunta origine di questa “illusione”. È divisa sostanzialmente in quattro parti: ignoranza, paura, fantasia e colpa.
In quanto ignoranza, la religione è un’ipotesi pre-scientifica sul funzionamento della natura. Se c’è un tuono deve esserci un Dio del Tuono, un Zeus. In quanto paura, la religione è la nostra invenzione di un sostituto celeste del padre terreno quando muore, invecchia, se ne va o manda via i suoi figli dalla casa sicura verso lo spaventoso mondo della responsabilità. In quanto fantasia, Dio è il prodotto dell’appagamento del desiderio che ci sia una forza provvidenziale onnipotente dietro le apparenze spaventosamente impersonali della vita. E in quanto colpa, Dio è il garante del comportamento morale.
La spiegazione di Freud sull’origine della colpa è una delle parti più deboli della sua teoria. In pratica è la storia di un figlio che molto tempo fa uccise il padre, che era a capo di una grande tribù. E da allora quell’omicidio primordiale perseguita la memoria subconscia della razza umana, Ma questa non è una spiegazione valida: perché il primo assassino avrebbe dovuto sentirsi in colpa?
Il libro più filosofico di Freud è l’ultimo che ha scritto, “Il disagio della civiltà”. Qui ha sollevato la questione del summum bonum, cioè il bene supremo, del senso della vita e della felicità umana. E come Ecclesiaste ha concluso dicendo che è irraggiungibile. Afferma infatti “Vanità delle vanità, tutto è vanità”. E promette di guidarci attraverso una psicoterapia efficace, “dall’infelicità ingestibile alla felicità gestibile".
Una delle ragioni del suo pessimismo era la convinzione che ci fosse una contraddizione inerente alla condizione umana; questo è il motivo del suo titolo “Il disagio della civiltà". Da un lato, siamo animali in cerca di piacere, motivati solo dal “principio del piacere”. Dall’altro, abbiamo bisogno dell’ordine della civiltà per salvarci dal dolore del caos. Ma le restrizioni della civiltà limitano i nostri desideri. Quindi proprio ciò che abbiamo inventato come mezzo per la nostra felicità si trasforma in un ostacolo.
Verso la fine della sua vita, quando scoprì Thanatos, il desiderio di morte, il pensiero di Freud è diventato persino più oscuro e misterioso. Il principio del piacere ci spinge verso due direzioni opposte: Eros e Thanatos. Eros ci porta avanti, nella vita, nell’amore, nel futuro e nella speranza. Thanatos ci riporta nel grembo materno, dove in quanto soli non abbiamo sofferto.
Dobbiamo prendercela con la vita e le nostre madri per averci fatto nascere e incontrare il dolore. Questo odio per la madre è parallelo al famoso “complesso di Edipo” o desiderio inconscio di uccidere nostro padre e sposare nostra madre; una spiegazione perfetta dell’ateismo di Freud, che odia Dio Padre e sposa la Madre Terra.
Mentre Freud stava morendo, Hitler stava salendo al potere. Freud vide profeticamente il potere del desiderio di morte nel mondo moderno e non avrebbe saputo dire quale di queste due “forze celesti”, come le chiamava lui, avrebbe vinto sull’altra. Morì da ateo, quasi mistico. Era abbastanza pagano da offrire alcune profonde intuizioni, spesso mescolate a qualche scandaloso punto cieco. Rievoca la descrizione della mitologia pagana di C.S. Lewis: “raggi di forza e di bellezza celestiali che cadono su una giungla di sporcizia e imbecillità".
Ciò che eleva Freud ben al di sopra di Marx e dell’umanesimo secolare è la sua visione di un demone demone nell’uomo, la dimensione tragica della vita e il nostro bisogno di salvezza. Sfortunatamente, vedeva l’ebraismo che rinnegava e il cristianesimo che disprezzava come fiabe, troppo belle per essere vere. Il suo senso tragico era radicato nell’idea della divisione tra il vero e il buono, “il principio di realtà” e la felicità.
Solo Dio può essere alla loro altezza.

Traduzione di Alessia Federici